Rimpatrio dell'hosting UE 2025: La legge sui dati, la legge CLOUD e la sovranità dei dati | INTROSERV

La chiave della sovranità dei dati - Il Data Act 2025: Perché le aziende europee stanno rimpatriando l'hosting alla luce della regolamentazione e della geopolitica

by Nataliya Oteir
La chiave della sovranità dei dati - Il Data Act 2025: Perché le aziende europee stanno rimpatriando l'hosting alla luce della regolamentazione e della geopolitica
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È arrivata l'era della sovranità digitale

Per le imprese europee è giunto il momento di una rivalutazione strategica: Dove sono conservati i nostri dati critici e chi li controlla?

Il rimpatrio dell'hosting non è solo una soluzione tecnica, ma una risposta diretta alle complesse pressioni normative e geopolitiche del 2025. Significa migrare i dati e i carichi di lavoro informatici da giurisdizioni e hyperscaler esterni a un'infrastruttura che si trova fisicamente all'interno dell'UE/SEE ed è pienamente disciplinata dalla legge europea.

Questo materiale fornirà uno sguardo dettagliato su cosa sta guidando questa tendenza, quali leggi specifiche stanno creando incentivi legali e perché la velocità del processo decisionale relativo alla migrazione dei dati e alla scelta di un nuovo provider di hosting è oggi fondamentale.

L'imperativo legale: Le leggi che determinano la scelta

Nella sua relazione annuale sullo stato del Decennio digitale 2025, la Commissione europea dichiara apertamente l'obiettivo di raggiungere la "sovranità tecnologica". Non si tratta solo di uno slogan, ma di una tabella di marcia attuata con potenti atti normativi.


Atto normativo

Obiettivo

Impatto strategico sulle imprese

Legge sui dati (settembre 2025)

Garantire il diritto alla portabilità dei dati e combattere il vendor lock-in.

Fornisce ai clienti dell'hosting gli strumenti legali per estrarre i dati e cambiare fornitore senza problemi. I dati dei clienti diventano pienamente e liberamente trasferibili.

DSA E DMA

Aumenta la concorrenza, la trasparenza e la responsabilità delle principali piattaforme digitali.

Riduce indirettamente la dipendenza monopolistica dai giganti globali e stimola la crescita di fornitori locali specializzati nell'UE.

GDPR (e il precedente Schrems II)

Protezione dei dati personali e regolamentazione dei flussi transfrontalieri di dati.

Previene il conflitto con il CLOUD Act (USA), che può richiedere la consegna di dati archiviati all'estero ma detenuti da società americane.


La conclusione principale è chiara: ospitare i dati all'interno dell'UE con un provider soggetto solo alla legge europea è il modo più efficace per eliminare il conflitto di giurisdizioni e rispettare l'art. 48 del GDPR (il meccanismo di protezione dei dati europei). 48 (il meccanismo di protezione dei dati europei contro le richieste extraterritoriali di Stati esteri, in parole povere).

Sfatare il mito: dove si esagera con il rimpatrio

È importante capire che il rimpatrio non è un esodo di massa dai cloud pubblici e dagli hyperscaler. Alcuni rapporti di settore suggeriscono che la portata del "ritorno a casa" è spesso esagerata.

Secondo un rapporto IDC di ottobre, il rimpatrio rimane un processo selettivo. Le aziende di solito riportano in azienda solo i dati sensibili o costosi da conservare, piuttosto che abbandonare completamente il modello di cloud computing.

La vera strategia

L'obiettivo è molto semplice: Sovranità ibrida. I dati critici e personali (in particolare i dati personali) devono essere ospitati in Europa sotto il controllo locale, mentre i dati non sensibili e i carichi di lavoro elastici possono rimanere nei cloud pubblici degli hyperscaler.

Geopolitica e rischi nascosti della legge CLOUD

La legge CLOUD non è una legge nuova e da tempo è oggetto di discussione tra gli esperti di trasferimento transfrontaliero di dati. Tuttavia, il suo impatto viene oggi rivalutato. Le realtà geopolitiche - soprattutto nell'anno in corso - hanno trasformato la scelta dell'hosting in una questione di sicurezza aziendale. Il rischio di accesso extraterritoriale è uno dei principali fattori di migrazione.

  • Rischi del CLOUD Act: Questa legge consente alle autorità statunitensi di richiedere i dati ai provider statunitensi, indipendentemente dalla posizione fisica dei server all'interno dell'UE. Ciò crea una sorta di incertezza giuridica costante.

  • La soluzione - Purezza giurisdizionale: Il rimpatrio garantisce che i vostri dati siano gestiti da un'entità legale con sede nell'UE/SEE. Ciò esclude l'effetto delle richieste extraterritoriali, in quanto il provider non è soggetto alla giurisdizione degli Stati Uniti.

Il fattore mercato: Scarsità e urgenza di agire

Il mercato europeo sta reagendo alla domanda, ma lo sviluppo delle infrastrutture non sempre tiene il passo. Questo è un segnale strategico: è meglio pianificare la migrazione con largo anticipo.

  • Crescita record della domanda: Secondo CBRE, l'Europa completerà l'introduzione di una quantità record di capacità di data center nel 2025 (circa 1 GW), ma la domanda di data center locali sta ottimisticamente superando l'offerta.

  • Posti vacanti molto bassi: La capacità disponibile negli hub principali (Francoforte, Amsterdam) si sta esaurendo rapidamente. Ad esempio, la stessa fonte CBRE nel suo ultimo rapporto (Real Estate Market Outlook 2025 - Data Centres) indica che il tasso di posti vacanti ad Amsterdam è sceso da circa il 24% a quasi il 9% in cinque anni. A Francoforte, invece, il tasso di sfitto del primo trimestre è stato solo del 5,1%.

  • Il principale ostacolo alla crescita esplosiva dell'offerta è il deficit energetico. Secondo Reuters per il terzo trimestre del 2025, circa il 91% di tutta la capacità di data center nella regione EMEA è già in affitto. Dato che la capacità principale è concentrata nella regione dell'UE, ciò suggerisce un tasso medio di posti vacanti molto basso nei principali hub europei, non superiore all'8%.

I rapporti mostrano che il rimpatrio potrebbe trasformarsi in una corsa alle risorse. Per assicurarsi un posto in un'infrastruttura europea affidabile, soprattutto nelle località chiave, la pianificazione della migrazione deve iniziare ora.

Dalla teoria all'azione: Come selezionare un partner europeo affidabile

La scelta del fornitore giusto è fondamentale per il successo dell'implementazione di una strategia di sovranità dei dati.

Ecco una semplice lista di controllo per la selezione di un provider europeo:

  • Verifica della giurisdizione: Assicurarsi che il fornitore abbia sede nell'UE/SEE e non abbia obblighi nei confronti di autorità extraeuropee.

  • Condizioni di portabilità dei dati: Chiarire come vengono implementati i meccanismi a supporto del diritto alla portabilità dei dati (formati, tempistiche, condizioni di esportazione).

  • Trasparenza delle catene di archiviazione dei dati: Verificare chi sono i subappaltatori e dove si trovano fisicamente le copie di backup. Si tratta di un requisito di trasparenza previsto sia dal GDPR che dal Data Act.

  • Considerazione geografica: Scegliere sedi vicine ai clienti principali per ottenere il massimo vantaggio dalla bassa latenza e dall'elevata UX.

Trasformare la conformità in un vantaggio competitivo

Il rimpatrio dell'hosting non è una tendenza temporanea, ma un nuovo imperativo strategico.

Permette alla vostra azienda di:

  • Ottenere la conformità al GDPR + Data Act ed evitare il conflitto di giurisdizioni.

  • Rafforzare la fiducia dei clienti dichiarando la piena sovranità europea dei dati.

  • Ottenere un vantaggio competitivo grazie alla velocità e all'affidabilità dell'infrastruttura locale.

Nel 2025, i vincitori saranno coloro che agiranno in modo strategico: coloro che sceglieranno l'infrastruttura europea oggi per garantirsi la sicurezza legale e la sovranità tecnologica domani.

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